COME METTERSI IN REGOLA

Abstract

Questa guida – facilmente scaricabile indicando il proprio indirizzo e-mail in calce alla presente pagina – vuole essere d’aiuto a quanti (e non solo a loro) intendano intraprendere l’attività di microstock.

Il microstock, per iniziare, consiste nella vendita di immagini a un’agenzia, che le conserverà (stock) in una banca dati, provvedendo poi a commercializzarle – tipicamente con licenze royalty-free – a prezzi micro.

La prima domanda che i “microstockisti” (e non solo loro) si pongono è: come mettersi in regola con il Fisco? Bisogna aprire partita IVA?

La risposta è, come nella generalità dei casi, dipende!!!

Per stabilire la sussistenza dell’obbligo di apertura della partita IVA la domanda alla quale bisogna dare risposta è: “la mia attività è occasionale o abituale?”. L'obbligo sussiste quando l'attività è abituale. Non esiste infatti alcun “criterio dell'importo”. Pertanto non si deve tener conto di quanto, erroneamente, affermato sul web: se sono sotto i 5.000€ non necessito della partita IVA, se sono al di sopra sì.

Nulla di più fuorviante!

La valutazione – afferma lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – deve essere effettuata “caso per caso sulla base delle situazioni di fatto riscontrabili in concreto”.

Non me la sento quindi di dire che l’attività è in assoluto occasionale, né tantomeno che la stessa è abituale, posso affermare che quest’ultima è la qualificazione più prudente e prudenziale.

Le conseguenze sul piano tributario e su quello previdenziale/assistenziale sono evidenti, e non si riducono alla sola apertura della partita IVA (compilando e presentando il modello AA9/12 entro 30 giorni dalla data di inizio attività, indicando il codice 74.20.19 "Altre attività di riprese fotografiche"):
 

  • Il lavoratore autonomo abituale, essendo colui il quale svolte l’attività professionalmente, sarà obbligato alla tenuta delle scritture contabili, a presentare il modello UNICO PF (volgarmente detto 740), dovrà iscriversi alla gestione separata INPS (aliquota del 27,72%, ridotta per tutti i soggetti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o già titolari di pensione diretta o indiretta) e all’INAIL (anche se quest’ultima non è pacifica);
  • Il lavoratore autonomo occasionale, di converso, avrà molti meno oneri: primo fra tutti potrà ricorrere al modello 730 in luogo dell’UNICO PF, sarà esente dalla contribuzione INPS fino a € 5.000 e non dovrà tenere la contabilità.

 

In entrambi i casi si avrà diritto ad alcune detrazioni, oltre a quelle ordinarie (carichi di famiglia, spese sanitarie, interessi passivi su mutui, ristrutturazioni, ecc) definite detrazioni per il lavoro autonomo, calcolate in misura inversamente proporzionale all’aumentare del reddito. Per semplificare, per redditi fino a € 4.800 non sarà dovuta l’IRPEF. Infatti:
 

o IRPEF su € 4.800 (aliquota 23%)

Euro 1.104-

o – Detrazioni

Euro 1.104

IRPEF dovuta

Euro 0

Il Legislatore è intervenuto in più occasioni per rendere più agevole l’avvio di un’attività professionale e/o imprenditoriale, specie per i giovani. Facciamo riferimento ai regimi agevolati:
 

1. C.d. dei MINIMI, il quale, al verificarsi di alcune condizioni, prevede:

a. un’imposta sostitutiva del 5% dell’Irpef e relative addizionali regionali e comunali;

b. l’esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;

c. l’esonero dagli adempimenti Iva (liquidazioni, versamenti periodici e dell’acconto annuale);

         d. l’esonero dalla presentazione della dichiarazione Irap e dal versamento della relativa imposta;

e. l’esonero dall’applicazione degli studi di settore.

 

2. C.d. FORFETTARIO, il quale, al verificarsi di alcune condizioni, prevede:

a. un’imposta sostitutiva del 15% dell’Irpef e relative addizionali regionali e comunali (da applicarsi su un reddito determinato forfettariamente in funzione dei ricavi);

b. la riduzione della base imponibile di un terzo per l’anno in cui la stessa è iniziata e per i due successivi;

c. l’esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;

d. l’esonero dagli adempimenti Iva (liquidazioni, versamenti periodici e dell’acconto annuale);

e. l’esonero dalla presentazione della dichiarazione Irap e dal versamento della relativa imposta;

f. l’esonero dall’applicazione degli studi di settore.

 

Sul web si legge che con il regime forfettario si abbattono i costi fissi (legati alla contribuzione INPS sul reddito minimale). Anche qui bisogna fare una precisazione!!!

L’affermazione è vera per gli imprenditori e non per i lavoratori autonomi – fra i quali rientrano anche i “microstockisti” – che si iscrivono alla gestione separata INPS. Nella gestione separata si versano i contributi solo sul reddito effettivamente percepito, non esiste cioè, a differenza di quanto avviene per gli imprenditori (iscritti nelle gestioni artigiani e commercianti), un reddito minimale su cui versare obbligatoriamente. Se il professionista guadagna zero, verserà zero anche se non inquadrato nel regime forfettario!!!

 

Taluni, sempre in rete, affermano che è possibile inquadrare l’attività del “microstockista” come una cessione di diritti d’autore. Anche questa affermazione – seppur non completamente errata – va sempre calibrata al caso di specie poiché non si può parlare in nessun caso di cessione di diritti d’autore se si cede l’uso di immagini per impieghi commerciali o pubblicitari (questo sembrerebbe infatti uno dei fini del “microstock”).

 

Senza entrare troppo nello specifico, la guida affronta i seguenti punti:

  • tassazione dell’attività con esempi numerici, semplici e chiari, differenziati a seconda della qualificazione e del regime fiscale;
  • iter da seguire e adempimenti civilistico-fiscali;
  • cenni ai requisiti dei regimi agevolati e ai riflessi fiscali;
  • cenni sulla cessione dei diritti d’autore.

 

Un breve accenno è dato anche alle questioni internazionali, in particolare al fatto che molte agenzie di “microstock” sono società di diritto USA, e in quanto tali sono soggette al regime fiscale e tributario statunitense che le obbliga a trattenere una percentuale (30%) dei compensi erogati. Per poter beneficiare delle agevolazioni convenzionali (che non prevedono ritenute) è sufficiente compilare il cosiddetto modulo W- 8BEN9 emesso dall'IRS (l’Agenzia delle Entrate degli USA).

La residenza oltreoceano delle agenzie di “microstock” ha riflessi anche sull’IVA...

 

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About

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe ’88, Laurea Specialistica in “Consulenza e Management Aziendale” conseguita a pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario.

Mario La Manna

Mario La Manna

Dottore Commercialista

Consulente del Lavoro in Nola ed esperto in materia fiscale. Amministratore della “S.P.I. Servizi Professionali alle Imprese soc. coop. a.r.l.”, realtà che opera con successo nel campo dei servizi di contabilità – fiscale e del lavoro – per privati, imprese e società.

Errico Basile

Errico Basile

Consulente del lavoro

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